“in ogni scena mia madre guarda altrove. Più che il corpo di mio padre che sovrasta, è quello di lei che si sottrae. Quel sottrarsi, per timidezza o per timore, è quello che mi resta”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“in ogni scena mia madre guarda altrove. Più che il corpo di mio padre che sovrasta, è quello di lei che si sottrae. Quel sottrarsi, per timidezza o per timore, è quello che mi resta”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“Anche volendolo, non ci sarebbe stato spazio, nei miei occhi, per permettere a mia madre di entrare. E lei, che per natura si sottraeva a tutto, aveva lasciato che quel punto cieco fosse lo spazio da abitare. Era diventato il posto in cui era andata a vivere agli occhi di suo figlio, invisibile seppure in piena luce”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“Autoconsegnarmi a mio padre perché la deflagrazione non si verificasse era la mia occupazione principale. Ed era quello che mia sorella mi rinfacciava sopra tutto: invece della lotta congiunta contro il tirano, la prostituzione. Cioè pronunciare la frase, il motto di spirito, o anche solo la parola che salvava tutti, all'ultimo millimetro di miccia”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“Lasciare Roma significò dunque tirarsi fuori dalla Storia, esorbitare dal primo centro gravitazionale. Fu per mia madre finire dentro il silenzio più pneumatico, che in poco più de settecento chilometri inghiottì lo spazio e il tempo. Io e mia sorella stavamo dentro il tempo della scuola, mio padre in quello del lavoro e dentro le ragioni personali che lo avevano portato a compiere quella scelta per tutti noi. Mia madre stava dento il suo silenzio”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“Perché si dia un'abitudine è necessario un corpo che la reclama, e mia madre non aveva un corpo, lo era per emanazione di mio padre. Le faccende (la spesa, la cucina, le pulizie, venire a prenderci a scuola) erano i fili che- obbedendo al volere di lui- spostavano la sua figura per casa, o nella spazio che separava la cada dal resto”
L’anniversario
– Andrea
Bajani
“L'ultima volta che ho visto mia madre, mi ha accompagnato alla porta di casa per salutarmi. Dopo di che ha aspettato di vedermi sparire nell'imbuto delle scale prima di chiuderla. Mia madre non è mai stata da gesti di commiato, principalmente perché era sopraffatta da una forma di timidezza molto prossima alla negazione di sé”
L’anniversario
– Andrea
Bajani